Il viaggio

scritto da Paulus
Scritto 20 ore fa • Pubblicato 9 ore fa • Revisionato 9 ore fa
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Autore del testo Paulus

Testo: Il viaggio
di Paulus

L'educandato, oggi solitamente chiamato convitto, è posto a ridosso di un'altura tutta coltivata a vigneti. A chi passa in auto lungo la carrozzabile che raccorda le due arterie principali della regione, quel casermone fa una certa impressione. Lo rivedo ora, a distanza di anni, mentre sfreccia la mia berlinetta appena revisionata. Mia moglie, seduta al volante, non si è accorta di nulla. Non le ripeto di rallentare perché il rapporto, già teso, potrebbe prendere una brutta piega. Come del resto è già accaduto più volte.
Sembra abbandonato in mezzo alla flora che alligna vigorosa e quasi lo soffoca. E già crepe appena distinguibili scalfiscono il muro portante. Potrebbe da un giorno all'altro crollare. L'autoradio è a tutto volume. Ho i capogiri, forse perché la corrente d'aria dal finestrino mi assorda. Oppure il volume induce ronzii molesti. La spengo d'istinto. Mi fissa, raggelante. «Tranquilla, la riaccendo» dico con voce sommessa.
Ai lati si susseguono casolari, case coloniche, fienili e pianori sconfinati. Ma penso sempre al palazzone dove feci le elementari. Mi rivestirono con il vestito buono. Mi andava stretto. Non dissi nulla per non mandare tutto a monte. Mia madre indossava un tailleur a fiori. Mio padre un completo grigio, ormai dismesso, ma che caparbiamente s'infilava in ogni occasione.
Il mare, e sul mare una bruma bianco perla. Sciorinai sulla spiaggia la fouta, presi a nolo il lettino per mia moglie. La luce era fatua. Rabbrividimmo entrambi. Poi la foschia si dissolse, presi sonno. La sentii sospirare accanto a me, incurante o certa che nessuno la studiasse. Nel sonno e nel sonno rividi mia madre quando mi raccomandò al direttore del collegio con quel suo fare ammiccante. Fiutava tabacco, lui, con pervicacia, centellinando quel piacere che era il solo e unico. Ci scortò lungo la galleria dove risuonava ogni passo fino alla camerata. Disfeci le valige scosso dall'emozione.
Il viaggio testo di Paulus
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